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CARLO ANTONIO RATTI
Nacque nel 1821 ad Alpignano, dove ricoprlla carica di Sindaco per oltre 20 anni. Acquistò in questo luogo vari appezzamenti di terreno nella località Colgiansesco, dove fece costruire, nel 1878, un rustico e una villa detta "Villa Ratti".
Ebbe tre figlie che, con le loro famiglie (Pinelli, Balloco e Leale), trascorsero lunghi periodi nella villa durante la guerra e nei periodi estivi. Tutta la tenuta venne evidenziata nelle mappe militari come punto di riferimento e durante gli scavi per la costruzione vennero rinvenuti dei reperti romani poi donati dai proprietari al Comune di Alpignano.
Il Cavaliere Carlo Antonio Ratti riposa nel cimitero di Alpignano. La villa fu poi venduta nel 1994.
Genero di Carlo Antonio Ratti fu ALBERTO BALLOCO, in quanto sposò sua figlia Caterina.
Alberto Balloco nacque a Torino nel dicembre 1878, laureato si in ingegneria industriale meccanica si appassionò, tra i primi in Italia, alla nascente industria automobilistica.
Collaborò con i fratelli Ceirano e nella loro fabbrica di autoveicoli, ancora prima della laurea, brevettò uno speciale" cambio di velocità".
Fu poi ingegnere capo all' Itala dove in breve le auto da lui progettate, guidate da Canio, Bigio e i migliori corridori dell' epoca, raggiunsero fama mondiale vincendo tutti i circuiti.
Profondo conoscitore di problemi di metallurgia applicò acciai speciali nelle costruzioni delle auto, brevettò sistemi di saldatura dell' alluminio e delle sue leghe e fu tra i primi ad introdurre i cuscinetti a sfere nei movimenti delle auto.
Con questi e altri principi innovativi progettò e costruì la leggendaria Itala che nel 1907 stupì il mondo intero arrivando per prima nel famoso raid Pechino- Parigi.
A lui si deve anche il progetto del primo veicolo "fuori strada": il Muletto usato dalle truppe alpine.
Lasciata l'ltala passò come direttore tecnico alle Officine Savigliano, dove si occupò di motori di aviazione fino alla sua scomparsa nel 1944.
Passava i periodi estivi a Villa Ratti e fu per molti anni Vice Presidente della Soc. Acqua Potabile di Alpignano.
A cura di Beatrice Balloco