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... dati storici ...


L'età romana

Prima dell'occupazione romana, il territorio era abitato da popolazioni celto-liguri: divenuta Torino colonia, nel 44 a.C., Alpignano fu iscritta nella tribù Steliatina, con l'immissione di contadini-guerrieri provenienti da Faleri e Civita Castellana (Viterbo), che presero possesso delle terre loro assegnate. 
Il nome può essere fatto risalire ad un Alpinius: del resto, altre località del torinese rivelano chiara derivazione da nomi propri latini.
Il luogo doveva avere una sua particolare importanza, posto com'era in favorevole posizione all'imbocco della Val di Susa, ai margini della via delle Gallie.
Della Alpinianum romana restano alcune tracce documentate, anche se ridotte: scavi fortuiti portarono alla luce, nell'aprile 1832, in regione S. Marcello, tombe con resti umani e suppellettili varie (vasi lacrimatori, piatti, lucerne, frammenti d'ossa), ed alcune epigrafi. La più nota di queste, in marmo e di pregevole fattura, databile intorno alla prima metà del I secolo d.C., di cm 60 per 65, citata dal Mommsen al n. 7023 dei suo "Corpus lnscriptionum", ci ricorda una "Cornelia Venusta, liberta di Lucio": di proprietà dell'istituto Missioni Consolata, è esposta presso la biblioteca comunale; altre due, in pietra, sono conservate presso privati. Di una quarta non si è più ritrovata traccia. In altri scavi del 1891, per la costruzione della nuova strada per Pianezza, si rinvenne una piccola necropoli, con anfore, vasi in terra e vetro, lucerne, piatti, monete, resti di arnesi in metallo, ossa e ceneri: costituirono una piccola collezione presso la sede municipale, poi in parte andata dispersa nel 1932; il restante, conservato sino agli anni '60, fu poi trasferito al museo di S. Massimo a Collegno.
Sono noti altri ritrovamenti di fine '800 in altre zone del territorio; di particolare interesse gli embrici venuti alla luce durante gli scavi (1973/77) della villa romana della vicina Caselette (fine I secolo a.C.-metà dei II secolo d.C.), con bollo formato dalle tre lettere ALP legate tra loro e impresse senza cornice, a riprova dell'esistenza, già allora, di attive fornaci in Alpignano (identico bollo presso il Museo di Antichità di Torino).