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Newsletter Biblioteca - Pagine di storia

Continuiamo oggi il nostro tour tra i borghi di Alpignano. Questo mese vi parliamo del Borgo Sassetto, utilizzeremo come sempre la Guida storico-turistica edita dal Comune nel 2008: Il borgo Sassetto ha due figure popolari che si possono...
Data:

18 Juni 2025

Tempo di lettura:

2 min

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Continuiamo oggi il nostro tour tra i borghi di Alpignano. Questo mese vi parliamo del Borgo Sassetto, utilizzeremo come sempre la Guida storico-turistica edita dal Comune nel 2008:

Il borgo Sassetto ha due figure popolari che si possono collegare alle origini del suo territorio e alle sue attività: il mulinè e la mulinera. La regione deriva, probabilmente, il suo nome dalla caratteristica “sassosa” del suo suolo; tuttavia già nei catasti dei secoli XVI e XVII, conservati nell'archivio storico del Comune di Alpignano, molte sono le proprietà tenute a prato o coltivate a segale, frumento, miglio granturco, come numerose iniziano a essere le cascine, i piccoli casolari e il mulino. A fine Ottocento il “molino dei cereali” è di proprietà della famiglia Gurlino: era attivato da ruota idraulica poiché l'acqua veniva usata per l'irrigazione dei campi. Le macine erano in pietra: il palmento utilizzato per la frantumazione del grano tenero era collegato a un macchinario lungo circa cinque metri chiamato “buratto” o setaccio. Negli anni '70 del Novecento il mulino venne completamente trasformato: eliminate la ruota e le macine in pietra, sostituite da cilindri. La farina prodotta oggi è a esclusivo uso zootecnico. Presso il mulino vi era anche una segheria, smantellata nell'immediato dopoguerra. Né mancava l'importante stabilimento d'orticoltura e di arboricoltura, tenuto da Stefano Negro, per la vendita di piante ornamentali e da frutto. Nella regione c'erano altresì una fucina a magli, a testa d'asino, per la fabbricazione di strumenti d'agricoltura in ferro di Francesco Borello tuttora esistente, dopo tre generazioni, e ancora produttrice di aratri e attrezzi agricoli; un laboratorio meccanico con fabbrica di viti, bulloni e sega idraulica di Michel Revel e un'officina idraulica di lavori da fabbro di Antonio Costa, originario di Rivoli. L'utilizzo dei mulini e degli opifici era consentito grazie alla presenza di numerose “bialere” o “gore”, derivate in origine dalla Dora, per l'irrigazione dei campi. Con le prime immigrazioni dalle regioni del nord-est e del meridione il borgo ha cambiato il suo volto e la sua composizione sociale: i prati di un tempo sono scomparsi, occupati da palazzi, case, scuole, impianti sportivi, piccole e medie officine, centri commerciali, la nuova piazza Enrico Berlinguer, il parco della Dora intitolato ad Aldo Moro gestito e curato dall'associazione “il Mulino”.


Potete trovare in biblioteca la Guida storico-turistica alla collocazione A 914.519 GUI, una copia è disponibile al prestito mentre una seconda è riservata alla consultazione in sede.

Un saluto a tutti.

Biblioteca di Alpignano

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Letzte Änderung: 18.06.2025 14:47:40

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